Chiesa di San Giuseppe alla Lungara

Settore
Restauro
Committente
Ministero della Cultura - Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma
Luogo
Roma
Anno
2025 - 2026

L’intervento ha riguardato il restauro della chiesa di San Giuseppe alla Lungara, nel cuore dello storico rione Trastevere a Roma, nell’ambito del programma PNRR dedicato alla tutela e valorizzazione del patrimonio storico-religioso, attuato attraverso il programma Caput Mundi per il Giubileo 2025. Le lavorazioni hanno interessato la bonifica e il recupero degli ambienti ipogei della chiesa e del corpo conventuale dei Padri Pii Operai, comprendendo anche il rifacimento delle reti impiantistiche e il miglioramento delle condizioni microclimatiche degli spazi.

Particolare attenzione è stata dedicata al restauro conservativo delle superfici decorate interne della chiesa, fortemente compromesse da fenomeni di umidità di risalita, infiltrazioni e degrado materico. In tale contesto, il Consorzio Stabile Vitruvio ha provveduto alla riqualificazione e riapertura dei locali interrati, realizzando nuovi sistemi di ventilazione naturale e meccanica finalizzati al corretto ricambio dell’aria e al miglioramento delle condizioni ambientali.

All’interno della chiesa sono stati eseguiti interventi di risanamento e consolidamento delle murature, oltre a opere di restauro specialistico su intonaci, decorazioni pittoriche, stucchi e apparati architettonici storici, operando nel pieno rispetto dei criteri conservativi e delle caratteristiche originarie dell’edificio settecentesco progettato da Ludovico Rusconi Sassi.

Nel dettaglio, gli interventi sugli intonaci hanno previsto operazioni di pulitura a secco, consolidamento, estrazione dei sali solubili, stuccatura delle lesioni e successive velature a calce nel rispetto delle cromie originarie. I dipinti murali sono stati sottoposti a pulitura specialistica, consolidamento della pellicola pittorica, rimozione delle ridipinture e reintegrazione pittorica mediante tecniche conservative compatibili.

Le superfici marmoree degli altari e delle zoccolature sono state restaurate attraverso trattamenti di pulitura, consolidamento e microstuccature cromaticamente integrate, mentre sugli apparati in stucco si è intervenuti con operazioni di consolidamento, reintegrazione plastica delle parti mancanti e protezione finale delle superfici.

L’intervento si è distinto per l’approccio integrato tra restauro conservativo e risanamento ambientale, finalizzato al miglioramento delle condizioni di durabilità del bene monumentale nel tempo, nonché per la complessa gestione del cantiere in un contesto particolarmente delicato e di elevato valore storico quale il centro storico di Roma.

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